Yahoo Costretta a Fornire Dati al Governo Americano

Yahoo

Nel 2008 il governo americano minacciò di far pagare a Yahoo sanzioni per 250mila dollari al giorno nel caso in cui il gigante Internet non accogliesse la richiesta di fornire informazioni sui propri utenti, richiesta che la società fornitrice di servizi in rete considerava incostituzionale. Questo è quanto rivelano alcuni documenti il cui contenuto è stato divulgato in tribunale, scrive il Washington Post, sottolineando come tali informazioni illustrino il modo in cui i funzionari federali imponevano alle società informatiche di partecipare al controverso programma PRISM della National Security Agency (Nsa), la cui esistenza è stata rivelata da Edward Snowden. Le carte documentano anche l’iter di una battaglia legale segreta e fallimentare condotta da Yahoo per contestare le richieste del governo. La sconfitta legale del gigante informatico lo portò ad essere uno dei primi a fornire informazioni al Prism, programma in nome del quale la Nsa aveva ampio accesso ai dati relativi alle comunicazioni online da parte degli utenti Yahoo e di altre società.

La sentenza della Foreign Intelligence Surveillance Court of Review ebbe una sorta di effetto domino sulle altre società informatiche perchè aiutò i funzionari federali a convincerne i resposabili che sarebbe stato inutile rivolgersi alla giustizia per contrastare le richieste di informazioni. Yahoo fu dunque seguita da Google, Facebook, Apple e AOL. Microsoft aveva già risposto positivamente alle richieste. “Le società, una volta venuta alla luce l’esistenza del programma Prism – osserva il giornale – hanno fatto fatica a difendersi dalle accuse di avervi partecipato volontariamente. A Yahoo venne impedito legalmente di rivelare gli sforzi fatti per cercare di resistere alle pressioni del governo”.