YPG, la Vita Social di un Ragazzo Australiano Morto per Combattere il Terrorismo

Uno di questi era proprio Ashley Johnston, nato a Canberra 28 anni fa, con un passato di sette anni nell’esercito australiano e recentemente riservista nella sezione militare del Queensland. Ash (così si faceva chiamare dagli amici e su Facebook) era un ragazzo come tanti altri, che, nonostante la carriera militare, era alle prese con i problemi comuni di un giovane della sua età (come rivela uno dei suoi ultimi post, datato lo scorso agosto, in cui si lamentava di aver rotto ancora una volta lo schermo del proprio smartphone o la sezione “lavoro” del profilo, dove Ash diceva di creare mobili accattivanti ispirati al mondo di Narnia). Le foto pubblicate sul suo account si alternano, lasciando spazio a qualche scatto con gli amici, una foto ai suoi cani, i paesaggi e quella fotografia (tornata più attuale che mai) dove indossa una divisa militare. La sua passione per i programmi, film e serie tv ambientati in scenari di guerra (Afghanistan Combat Footage, Band of Brothers, Generation Kill, Tropa d’Elite) emerge tra i likes messi dal ragazzo alle diverse pagine. Ma cosa può dirci veramente Facebook delle intenzioni e del meccanismo che ha portato un giovane nel pieno della vita ad andare a combattere una guerra non sua lontano da casa?

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