Adele Pronta a dire Addio a Spotify?

Ma Spotify può permettersi di perdere nuovamente l'album più grande e atteso dell'anno? La piattaforma di streaming si trova indubbiamente in una posizione difficile. L'addio di Adele, sommato a quelli già avvenuti di Beyoncè e Swift, rischia di creare un effetto domino. Per questo per Spotify potrebbe essere giunto il momento di rivalutare il proprio modello di business.

Il dilemma di Spotify

La società potrebbe modificare le proprie regole per ottenere il nuovo album di Adele sul servizio e conquistare un enorme quantità di streaming, ma così facendo correrebbe il rischio di alienare il gruppo di utenti più grande da una parte, e in un certo senso spronare artisti di tutto il mondo a richiedere la limitazione delle loro nuove uscite agli utenti del servizio premium. Oppure potrebbe rifiutare la richiesta di Adele, nella speranza che perdendo per la terza volta consecutiva l'album più atteso dell'anno non faccia infuriare tutti i suoi utenti spingendoli a prendere in considerazione i servizi di commutazione.

Tornando ad Adele, prima di pubblicare il suo secondo album "21" nel 2011, la cantante aveva già provato a convincere Spotify a rendererenderlo disponibile ai soli abbonati a pagamento, ma il servizio di streaming non voleva frammentare i suoi cataloghi musicali. Ma il 2011 è stato un altro momento, Adele non aveva l'effetto leva che sicuramente può vantare ora, e Spotify non era vicino ai 100 milioni di utenti. "21" ha venduto 30 milioni di album in tutto il mondo e 10 milioni di album nei soli Stati Uniti, trasformando Adele in un nome più che noto, e Spotify è passato da essere una società operante esclusivamente in Europa esclusivamente ad essere il servizio di streaming a pagamento più usato negli USA.

Sia l'artista che la società sono dunque cresciute enormemente, e l'impatto di Adele ha raggiunto livelli astronomici. Le previsioni per la prima settimana di vendita di "25", già acclamato best seller della prossima stagione, vanno da 1,3 milioni di album fino a una cifra impressionante di 2 milioni di album, numeri che non si toccano dal 2001, quando Britney Spears aveva raggiunto la cifra di 1,3 milioni di album venduti nella sua prima settimana con Oops! ... I Did It Again.
Perciò, nonostante l'indiscussa crescita della musica in streaming e la sempre più estesa portata dei servizi di streaming, con questi tipi di numeri attesi nella sua prima settimana, Adele ancora non ha necessariamente bisogno di Spotify. Ma Spotify può avere bisogno di Adele. E' difficile mantenere il titolo di miglior servizio di streaming in giro se ti mancano gli album più recenti di due tra i più grandi artisti del mondo (Adele e Taylor Swift, perchè Beyoncé ha aggiunto la riedizione del suo album omonimo al servizio dello scorso anno).