L’Apocalisse di Bretton Woods, Nasce la New Development Bank dei BRICS

E se per Rousseff  "è un segno che i tempi sono maturi per una riforma del FMI", per Leonid Bershidsky di Bloomberg, "la ribellione dei BRICS contro i pilastri occidentali del sistema finanziario globale è molto di più di un gesto politico. Considerando l’ingenza dei capitali movimentati dalle economie emergenti diventa “una minaccia e uno strumento di negoziazione."

Dei $223,2 miliardi di capitale sottoscritti dai 188 stati membri presso la World Bank, dopo gli Stati Uniti, la Cina risulta essere il terzo più grande contributore avendo versato il 5,76 percento del totale dei fondi - quasi $13 miliardi. Una cifra che non si discosta molto dai $10 miliardi che il Dragone asiatico consegnerà alla BRICS Development Bank. Mentre Russia, India, Brasile e Sud Africa con le proprie sottoscrizioni contribuiranno maggiormente alla NDB che alla World Bank. Per quanto riguarda il FMI, invece, la quota russa è $9,19 miliardi - circa la metà dei $18 miliardi che fornirà al fondo d'emergenza dei BRICS, a cui la Cina contribuirà invece con $41 miliardi, quasi tre volte la propria quota del FMI.

La volontà dei BRICS di impegnare maggiori risorse nella nuova istituzione transnazionale piuttosto che in quelle esistenti, suggerisce un serio tentativo di rivoluzionare il sistema finanziario mondiale. Tuttavia le circostanze che condurrebbero i BRICS a smettere di finanziare il FMI e la Banca Mondiale – l’attuale preoccupazione dell’Occidente economico – ancora non si presentano. Da una parte la Cina, l'India ed il Brasile rimangono i paesi maggiormente esposti ai finanziamenti della Banca Mondiale, dall'altra nessuno, forse eccetto Putin, desidera dividere il mondo in un campo ostile.