“Catastrophe Bonds”: Quando il Disastro Diventa un Affare…

Dunque con l’emissione di questi bond gli assicuratori si garantiscono una redistribuzione del rischio - ricadendo questo in capo ai sottoscrittori delle suddette obbligazioni - in cambio di un rendimento molto proficuo, generalmente più alto delle normali emissioni obbligazionarie.

Il rendimento dei titoli, per altro, risulta interessante se consideriamo che non è correlato a strumenti finanziari di altro tipo: il verificarsi di eventi naturali catastrofici naturalmente non ha nulla a che fare con l’andamento dei mercati e dunque il rendimento è piuttosto appetibile in un’ottica di diversificazione dei portafogli. Il rovescio della medaglia, come facilmente prevedibile, è il vedersi decurtare le entrate da parte dei sottoscrittori. Entrate che vengono decurtate in misura proporzionale alle perdite, così completando il circolo del trasferimento di rischio.

Consci delle peculiarità dei Cat bonds (abbreviazione di “catastrophe”), e con la stagione degli uragani alle porte negli Stati Uniti, molti assicuratori nel Pacifico si stanno preparando alle emissioni in maniera adeguata per rispondere a una domanda che si prevede quanto mai elevata. Nulla di cui stupirsi, del resto. Se ci immedesimiamo nei gestori di una società assicurativa giapponese, ad esempio, non sarà complicato giungere alla conclusione che è meglio evitare di pagare trilioni di yen di danni per ogni scossa che il paese (notoriamente flagellato periodicamente da terremoti) subisce e ri-assicurarsi presso altri individui incassando il giusto ammontare di danaro per far fronte a eventuali spese.