Chahida: la Prima Donna Arbitro con il Velo

Noi arbitri tuttavia tendiamo a mantenere un basso profilo, a non essere protagonisti a tutti i costi.” Low profile e rispetto, ingredienti fondamentali per un buon arbitraggio: cosa importa che il direttore di gara sia uomo o donna, biondo o moro, alto o basso, con o senza velo? Il centro dell’attenzione, dai campi del settore giovanile a quelli dei professionisti, dovrebbe essere solo il calcio, quello vero. Chiunque abbia a cuore la bellezza del gioco più popolare del nostro Paese di certo non potrà negare ad una ragazza con tanta voglia e tanta passione di mettersi alla prova sul terreno di gioco, esattamente come fanno centinaia di giovani calciatori e arbitri ogni weekend sui campi delle province lontano dai riflettori e dagli scandali.

Ad accompagnarla alla sua prima partita c’erano la madre e il presidente della sezione di Cremona, Gian Mario Marinoni che abbiamo sentito “Chahida ha fatto un percorso normale” ci racconta il presidente Marinoni: “è sempre stata insieme agli altri otto ragazzi del corso arbitri e si è dimostrata da subito molto interessata al nostro mondo. Ha quindi frequentato regolarmente la Sezione e il 15 dicembre ha superato brillantemente l’esame per diventare Arbitro Effettivo. Tutti sapevano che le difficoltà vere e proprie sarebbero iniziate al debutto, ma ciò non ha scoraggiato nessuno e la Sezione di Cremona ha accompagnato Chahida all’esordio con la stessa preparazione tecnica e atletica di tutti gli altri arbitri. Appena Chahida si è presentata in sezione, ho subito capito che avremmo dovuto muoverci con cautela per permetterle di arbitrare senza violare i precetti della sua religione ed il suo volere di non scoprirsi il capo” continua a raccontare il presidente, “ho quindi chiesto le dovute autorizzazioni al Comitato Nazionale dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) che, come mi aspettavo, ha dato il via libera per farle arbitrare le categorie giovanili”.