Cina 2013: Minor Crescita, più Uguaglianza

Secondo il The Economist la mancanza di fedeltà dei consumatori cinesi potrebbe spingerli a deviare i loro consumi verso i prodotti nazionali. La nuova sfida per le imprese che voglio essere presenti sul mercato cinese è quella di aumentare la produttività attraverso ingenti investimenti in impianti che siano in grado di sostituire la forza lavoro manuale. In secondo luogo, è importante che i controlli sulla produzione siano massicci e puntuali dato che l’opinione pubblica cinese è molto più sensibile rispetto a quella occidentale agli scandali. Il terzo punto fondamentale consiste nell’adozione di una strategia locale incentrata sulla localizzazione del marketing e del product development. Le grandi province e città cinesi hanno tassi di densità di popolazione simili a quelli di interi Paesi europei e da ciò deriva dunque l’esistenza di domande differenziate all’interno del Paese a cui non si può più rispondere con un’offerta centralizzata.

La riduzione del Coefficiente di Gini (una misura internazionale della diseguaglianza di reddito secondo cui 0 (zero) indica una società eguale, mentre il valore 1 è associato alla presenza di una diseguaglianza completa) ha registrato una lieve diminuzione: è passato da 0,474 del 2012 al 0,473 nell’asso successivo. Tale trend negativo è da associarsi a una generale riduzione dell’ineguaglianza ch , in accordo alle statistiche ufficiali, sembra essere iniziata già nel 2008 quando il Coefficiente era pari a 0,491. In realtà, alcuni ricercatori dell’università di Chengdu sostengono che i dati del governo sottostimino l’indice di diseguaglianza il quale, secondo i loro calcoli, sarebbe ben più alto: 0,691.