E-commerce e IT: “L’Italia è Un Paese in Via di Sviluppo”, Intervista ad Alfredo Gatti Manager Nextvalue e Cionet

In un contesto economico che procede a rilento il digitale continua a mostrare uno sviluppo costante. L’ e-commerce, ad esempio, cresce a due cifre negli Stati Uniti e in molti paesi europei, mentre è in piena espansione in tutta l’Asia, in Italia a che punto siamo e quali sono le previsioni per il prossimo triennio?

“Dal punto di vista dell’e-commerce l’Italia è un paese in via di sviluppo. Sta crescendo: nel prossimo triennio noi abbiamo una previsione del 17% di crescita aggregata entro 2016. Quanto vale oggi? Il giro d’affari complessivo si è attestato su 11,3 miliardi di euro alla fine del 2013”.

Diversi esperti del settore - tra cui Tunde Olanrewaju, Kate Smaje e Paul Willmott - sostengono che le aziende debbano andare oltre gli esperimenti, generalmente consistenti nella creazione di qualche sporadica community, che spesso non si occupa di rendere più efficiente un processo core, ma è focalizzata su una value proposition “leggera” e "poco pericolosa". Quali sono i problemi e le maggiori criticità del settore?

“Intanto serve un miglioramento della logistica. Ma c’è anche una componente legata alle normative. Siamo particolarmente bravi a mettere i paletti. Ritengo sarebbe più giusto adeguarsi alle normative europee e fare dell’Europa un unico mercato anche sul fronte dell’e-commerce. Su questo punto dobbiamo accelerare. Le aziende italiane, soprattutto quelle che si occupano di B2c, hanno iniziato a rivedere la strategia di e-commerce. Quindi a ripartire con programmi precisi e mirati. Oggi il tutto vale poco più del 3% del commercio tradizionale”.

E rispetto agli altri competitor europei come si posiziona l’Italia?

“Il dato è un po’ basso rispetto al 16% della Gran Bretagna. La Francia vale una volta e mezzo l’Italia, mentre la Germania circa due volte, però crescono ad un tasso inferiore: tra il 9 ed il 10%, rispetto al 16-17% del Belpaese. Questo andamento rende molto interessante il nostro mercato. Perché cresce continuamente e anche chi opera dall’estero osserva una maggiore dinamicità dell’e-commerce italiano, mobile compreso, rispetto agli altri mercati”.