L’Economia di Taiwan e il Post Elezioni

Ma è soprattutto la relazione commerciale asimmetrica con Pechino a dettare le sorti  economiche, e dunque anche politiche, dell’isola. E’ questa la leva che Xi Jinping sa di poter utilizzare a suo favore nelle relazioni con il nuovo governo. La fragile economia taiwanese dipende in larga misura dall’export, ma non solo: il 30% delle esportazioni – 40 contando quelle dirette a Hong Kong – è comprato dalla Cina. Si tratta del 70% del PIL. Al contrario, l’isola si rivela una meta tutt’altro che significativa per i prodotti cinesi. Questa situazione mostra oggi tutti i suoi effetti collaterali, da quando il rallentamento cinese ha iniziato a impattare negativamente sull’export, in caduta da nove mesi.

taiwan, cina

Tale dura realtà renderà arduo per Tsai realizzare l’obiettivo di assicurare il benessere dei cittadini sganciando al contempo lo sviluppo dell’isola dalla pesante dipendenza dalla Cina, dipendenza sui cui aveva puntato il KTM, attirandosi l’odio degli elettori. La nuova leader ha annunciato l’intenzione di attuare una politica economica “diretta a sud” attraverso, ad esempio, la diversificazione dei partner commerciali e degli investimenti delle imprese, verso ASEAN e India: finora esse hanno giocato tutto sulla dinamica economia cinese, iniettandovi oltre 1 miliardo di dollari nel 2011. Liberalizzazioni, innovazione e creazione di posti di lavoro sono ulteriori punti in agenda, internet, tecnologie verdi, biotecnologie mediche, macchinari da precisione e difesa i settori strategici su cui il DPP intende puntare per rilanciare la crescita.