Emanuela Banfi, ex Lehman Brothers, “Investire sui Giovani non Basta”

Perchè non scegliere di investire sui giovani, per rendere più appetibili e dinamiche le realtà italiane, anche e in particolare in un'ottica di attrazione di investimenti diretti dall'estero?

Non ci sono dubbi che poter offrire un capitale umano di miglior qualità sia un plus per tutto il sistema-Paese e che questo possa incidere sull’appeal agli occhi degli investitori esteri. Da solo però non è sufficiente: non solo l’investimento deve essere ben “guidato” ma deve essere accompagnato ad un mercato più meritocratico.

Quali sono le capacità che un giovane deve avere per lavorare in un ambiente come quello delle banche?

Nel periodo in cui mi sono occupata maggiormente di recruiting, cioè durante i miei anni londinesi a Lehman, i candidati che suscitavano interesse avevano un mix di capacità tecniche e comportamentali. Essere laureati con il massimo dei voti e in corso e aver fatto degli stage meglio se in finanza era solo uno dei criteri di selezione (rivedendo centinaia di CV era indispensabile definire dei requisiti minimi): per me sono sempre state di interesse esperienze che mostrassero spirito di iniziativa e capacità di innovazione. Ho selezionato chi mostrasse capacità di lavorare in team e di reagire a situazioni insolite in modo non scontato. Ricordo di aver preferito candidati che partecipassero a competizioni agonistiche di team (per esempio nella vela) a chi mostrava solo degli ottimi curriculum di studi.

Andiamo nel dettaglio. Così cominciava un articolo del Financial Times il 15/01 riguardante la situazione politica italiana. "For many Italians leaving education and facing a youth unemployment rate that has doubled to more than 40 per cent since the onset of the financial crisis, the best route to finding a job is a one-way ticket out of the country." In realtà questo processo è già in atto, specialmente per quanto riguarda Banche d'Investimento e settore finanziario in generale. Secondo lei potranno nel breve periodo tornare ad essere Milano e l'Italia una piazza attraente?

Per esperienza personale, ritengo importante trascorrere parte della propria formazione di studio e lavorativa all’estero: credo si debba evitare di focalizzarsi sempre e solo sulla necessità di “evitare che i nostri ragazzi siano costretti ad andare all’estero “. Andare all’estero è un fattore di crescita positivo e l’obiettivo dovrebbe essere piuttosto di far si che l’Italia sia anche un Paese scelto da giovani ad elevato potenziale e quindi inserito nel “flusso di generazione delle nuove idee/iniziative”. Per quanto riguarda l’attrattività del sistema finanziario italiano, temo che solo un cambio nella condizione economica del Paese potrà dare un boost positivo alla piazza finanziaria la cui asfitticità mi pare più una conseguenza che una causa. Penso che il sistema Italia debba tornare a crescere per essere attrattivo.