Etica e Impresa: la Profezia del Poeta

Nel documento processuale contenente l' accertamento tecnico richiesto dall'accusa e in cui sono quantificati i danni prodotti dai reati contestati, si legge che l'immissione nell’aria di quantità considerevoli di sostanze dannose per l’organismo e per l’ambiente (diossido di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico, benzene, diossine) ha reso impossibile il pascolo sui terreni nel raggio di 20 km dall’impianto, il che diviene un serio ostacolo per la crescita agricola della zona. Nei sette anni precedenti l'apertura del fascicolo, sono state calcolate, nel medesimo raggio chilometrico, un totale di 11.550 morti per cause cardiovascolari e respiratorie e un totale di 26.999 ricoveri per cause cardiache, respiratorie e cerebrovascolari.

Se queste conseguenze, pur immediatamente percepibili come gravi ed ingenti, non incidono direttamente sui guadagni del gruppo industriale, si pensi invece ai danni che la società, invece, si è trovata a sopportare per l'avvio del processo amministrativo volto ad accertare la responsabilità d'impresa per i reati commessi dai suoi vertici: la chiusura temporanea degli stabilimenti, fornitori e clienti sull'orlo della chiusura delle loro attività, l'ipotesi di commissariamento dell'azienda.

Proprio ieri, con gran sollievo dei 1.400 lavoratori lasciati a casa 17 giorni fa, è stato decretato il riavvio degli impianti e la ripresa graduale delle attività degli stabilimenti. Tuttavia, è indubbio che la paralisi dell'attività produttiva generata dall'attività di accertamento dell'autorità giudiziaria abbia comportato un'inestimabile perdita al gruppo Riva, sia in termini strettamente economici che in termine di immagine, senza contare che la faccenda è ancora lontana da un epilogo.