Coccolati, svogliati, allergici alla fatica? Gli stereotipi sulla Generazione Z si sprecano. Eppure i numeri di un’indagine realizzata da Zety su 1.100 lavoratori Gen Z raccontano un’altra storia: il lavoro per loro conta, eccome. Solo che lo intendono e lo gestiscono in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti.
Identità e impegno: il lavoro “pesante” c’è
Il 97% degli intervistati afferma che il lavoro è parte della propria identità. Non solo: il 90% sostiene di fare più di quanto richiesto. Altro che scarso impegno: emerge l’idea di un lavoro che contribuisce all’autodefinizione e che merita energia—purché ci sia senso e prospettiva.
Carriere veloci, scelte consapevoli
La Gen Z non teme il cambiamento: l’83% cambia lavoro ogni due anni. Non è instabilità fine a sé stessa, ma una strategia per accelerare l’apprendimento, cercare contesti più adatti e non rassegnarsi a percorsi lineari. La mobilità diventa uno strumento per costruire competenze e negoziare condizioni migliori.
Oltre il salario: cosa conta davvero
«Il denaro non è il fattore determinante». A pesare di più sono opportunità di sviluppo, benefit e flessibilità. In altre parole: crescita professionale, benessere e autonomia nell’organizzare tempi e luoghi di lavoro. È un cambio di gerarchia: il compenso serve, ma non basta a trattenere i talenti.
Work-life balance senza sensi di colpa
Vivere per lavorare? Il 66% non è d’accordo. La centralità del lavoro convive con la tutela degli spazi personali. E quando il lavoro diventa fonte di malessere, la risposta è chiara: oltre il 70% si licenzierebbe se il lavoro li rendesse infelici. La sostenibilità—non solo ambientale, ma anche umana—diventa criterio di scelta.
Trasparenza: un nodo ancora aperto
Curioso, infine, il rapporto con l’informazione sul compenso: il 77% si candiderebbe a una posizione anche senza conoscere il salario. Un dato che può indicare fiducia nelle opportunità di crescita o priorità a fattori non economici; al tempo stesso, segnala quanto la trasparenza retributiva resti ancora un terreno da definire meglio.

