Gli Smartphones Hanno Ucciso i Videogames?

Ma possono il mercato dei videogiochi su console e quello di games su smartphone entrare in conflitto? Ci sono differenze qualitative e quantitative. In primo luogo, non tutti i titoli che escono su console sono provvisti della loro versione su smartphone. In realtà, sono ben pochi: accade soprattutto per titoli che vendono molto e sono molto popolari, come ad esempio Fifa 14 di EA. Generalmente, un’azienda sviluppatrice di software decide su quale “piattaforma” vendere il suo prodotto preventivamente, anche al fine di poterlo ottimizzare al meglio per la stessa: conviene decidere da subito se sviluppare per iPhone piuttosto che per PS4, perché diversi saranno i costi e le modalità di sviluppo che l’impresa dovrà sostenere a seconda della scelta operata.

E qui subentra il secondo punto: nel mercato di giochi per console, i costi di produzione hanno ormai raggiunto cifre “hollywoodiane”. Resistono piccole produzioni low cost che spesso (e meritatamente) ottengono buonissimi risultati in termini di vendite, ma la produzione di un titolo mainstream, di primo livello, costa molto. Si pensi all’ultimo capitolo della saga di Grand Theft Auto, costato a Rockstar Games ben 171 milioni di sterline (quindi oltre 200 milioni di euro, secondo il quotidiano scozzese “The Scotsman”).

Infine, il terzo punto: la qualità. Inevitabilmente, sia per i maggiori investimenti sia per le potenzialità hardware esponenzialmente superiori , un gioco per smartphone non può nemmeno essere lontanamente paragonato, se non sul solo piano del puro divertimento, ad un gioco per console. Tornando all’esempio di prima, la versione mobile di Fifa 14 sembra un videogioco da console di almeno 15 anni fa a livello di tecnica.