Gli Stati Uniti e la Passione per le Armi

Non certo irrilevante è poi la sorprendente diffusione dei poligoni da tiro (sono circa 18.000 solo quelli indoor), luoghi in cui ci si allena o, più semplicemente, ci si ritrova con gli amici, frequentati da molti appassionati, anche al di fuori dell’ambiente della caccia.  Tuttavia, secondo un sondaggio del 2005, circa il 67% di chi possiede un’arma da fuoco sostiene di averla acquistata per motivi di difesa personale.

Un altro fattore importante è quello del costo delle armi e delle munizioni, nonché della facilità con cui è possibile reperirle. Nonostante i controlli in vigore, è oggi possibile comperare una pistola da 9mm in un centro commerciale, senza troppe difficoltà e con un costo inferiore ai 100 dollari. Le pallottole, poi, non superano i pochi centesimi al pezzo. Emblematico è l’esempio, senz’altro estremo, ma molto rappresentativo della cultura statunitense, contenuto nel documentario “Bowling for Columbine” (2002), in cui il regista, Michael Moore, si reca in una banca ad aprire un conto corrente e in omaggio gli viene offerto un fucile da caccia. Ma la diffusione facile non si ferma agli adulti. L’azienda Keystone Sporting Arms produce ogni anno circa 60.000 fucili “Crickett” in scala ridotta, studiati appositamente per i giovani tiratori e venduti al pubblico intorno ai 130 dollari l’uno (disponibili anche in rosa per le giovani tiratrici). Imperdibili le testimonianze dei genitori sul sito dell’azienda.