Google Glass: AT WORK!

Cap IV: Il ritorno

Un cambio di strategia sembra infatti essere in atto per Google Glass. Secondo le indiscrezioni riportate dal WSJ, la compagnia di Mountain View starebbe distribuendo una nuova versione del prodotto rivolta unicamente al mondo del business ed alle esigenze specifiche dei professionisti operanti nella sanità, nell’energia, e nella produzione.“Glass sono un bene di lusso, nel mondo del lavoro invece, il problema di come tenere le mani degli operatori libere per poter lavorare è allo studio da 20 anni”, come afferma Brian Ballard, a capo di una società che impiega proprio gli occhiali smart per fornire servizi alla sua clientela. Sicuramente fino al prossimo anno quindi, i Google Glass saranno ben lontani dal divenire un bene di largo consumo.

Una batteria più potente ed una connessione wireless più efficace, un processore più rapido ed un campo visivo notevolmente ampliato. Questi parrebbero essere i principali miglioramenti tecnici del prodotto di cui ora è a capo Tony Fadell, fondatore di Nest. Così oggi, secondo quanto riportato da Technology Review il dispositivo è ormai usato in ben 30 cliniche di 11 Stati americani grazie all’utilizzo di un’applicazione sviluppata dalla startup Augmedix. E proprio in Italia, a marzo, è stata eseguita la prima operazione al cuore con l’ausilio di questi occhiali smart.

Google Glass

Che dire? Dai propri errori si impara e ci si migliora, specie in territori così innovativi ed in carica di pioniere. Probabilmente si impara molto di più da un singolo errore che da centinaia di successi e così ora, sembra che Google abbia identificato il mercato più propizio al lancio del suo nuovo prodotto. Restiamo quindi in attesa per scoprire quali saranno i nuovi sviluppi di questa avvincente invenzione.