I Numeri e le Donne: una Fotografia dell’UE

Per quanto riguarda il primo aspetto, i recenti dati, riferiti all'aprile 2013, evidenziano come la presenza media di donne nei CDA delle maggiori società quotate in Europa sia pari al 16,6% del totale, con alcuni Paesi abbondantemente sopra la media (Finlandia col 29,1%, Lettonia 29%, Francia 26,8%, Svezia 26,5%); altri, come Danimarca, Germania, Olanda e Slovenia vicino al 20%, vicino alla media (UK, Repubblica Ceca e Lituania), ma con la maggior parte che si assesta ben al di sotto. In particolare, ci sono Paesi (Cipro, Romania, Estonia, Malta, Portogallo e Grecia) in cui il valore scende sotto il 10%. L’Italia si posiziona al 12,9%.

Rispetto all’obiettivo dichiarato nel 2010, che prevedeva il raggiungimento di un peso del 40% entro il 2020, il cammino è ancora lungo. Tuttavia, negli ultimi 3 anni, grazie anche a molte modifiche legislative che hanno incentivato la presenza femminile nei CDA (in Italia la normativa dell’agosto 2011 sulle “quota rosa”), la media si è accresciuta del 4,8%.

Per quanto concerne la presenza delle donne in centri decisionali rilevanti, come le Istituzioni Finanziarie e le Banche Centrali, i dati sono invece sconfortanti. Ciò che sorprende è che, a fronte di una valore medio pari al 18,6%, a parte alcuni Stati come la Finlandia e la Slovenia in cui la presenza femminile è superiore al 40%, vi sono 5 Paesi in cui non vi è alcuna presenza femminile in tali istituzioni (Cipro, Lituania, Austria, Portogallo e Slovacchia). Come detto, il dato è negativo soprattutto se si considera che, negli ultimi dieci anni, è cresciuto solo dell’ 1,4%. In Italia i valori si attestano intorno al 5,9%.