Talent Show: Tutto sull’Altare della Competitività

Eppure tutti i giorni (fuori dalla tv) assistiamo a realtà in cui il merito e la trasparenza sono riposti nello sgabuzzino, anzi osteggiati, come banale arrivismo. "Mescere utile et dulci": la tv si diffonde in Italia negli anni ’60, con l’intento oraziano-pedagogico di rendere meno amara la medicina dell’insegnamento, attraverso l’intrattenimento. Ben presto essa si trasforma nel “focolare del nostro tempo”, penetrando in ogni casa d’Italia ed alternando momenti goliardici a programmi educativi, mantenendo il fine comunicativo-educativo che la ha contraddistinta fin dall’inizio. Il resto è storia, poiché, nel tempo, l’educazione ha lasciato il posto a forme più remunerative d’intrattenimento e l’idea di crescita culturale della popolazione si è persa.

Che sia giusto o sbagliato, poco importa, ma ciò che sta succedendo negli ultimi 5 anni ha dello straordinario: grazie ai format americani (è proprio il caso di dirlo) la tv sta tornando in qualche modo ad avere quel ruolo pedagogico, seppur più velato e molto più emozionale. Infatti, ciò che è simile rispetto alla tv degli anni ’60 non è tanto il contenuto pedagogico, ma l’approccio al contenuto: non interessa che si voglia avere successo facendo torte, cantando o facendo la modella, ma il messaggio che la tv sta veicolando ultimamente è il seguente: se ci si impegna nel proprio campo d’applicazione, si sudano sette camicie e si cerca di piacere alla gente, spesso ingoiando bocconi amari, si avrà successo.