Il Crowdfunding in Italia: 7 Piattaforme

All’indomani del via libera della Consob al nuovo regolamento che descrive, in breve, forti obblighi informativi a favore dei risparmiatori e l’applicazione - come avviene nel risparmio tradizionale - della direttiva Mifid (ma solo nel caso di investimenti che superino i 500 euro in un singolo caso e i mille complessivi in un anno e con previsto il co-investimento in ciascun progetto per almeno il 5% di un investitore professionale), Smartweek ha raccolto oltre ai due big internazionali sei tra le piattaforme che sono o potrebbero diventare presto al centro dell’espansione di questo fenomeno nel nostro Paese:

  • Eppela Piattaforma di crowdfunding, reward based e generalista, fondata nel 2011, permette di finanziare progetti creativi di diversa natura: dall’arte al fumetto, dalla scrittura alla tecnologia, passando per cortometraggi e progetti a sfondo sociale, sino all’organizzazione di manifestazioni ed eventi. Può essere considerata, inoltre, una vetrina per la prevendita di un prodotto, offrendo la possibilità di sondare l'interesse del mercato e del proprio network per ciò che si desidera realizzare.
  • Indiegogo Fondato nel 2008, è anch’esso tra i pionieri. È uno dei più flessibili. A differenza di molte altri non pratica il sistema “all or nothing”: se non viene raggiunto il capitale richiesto per il progetto, si possono comunque utilizzare i fondi accumulati.
  • Kapipal Potremmo definirlo i Kickstarter italiano. Ideato da Alberto Falossi, autore del Kapipalist Manifesto, dove illustra i cosiddetti principi fondamentali del Crowdfunding, è una delle realtà più affermate in Italia. Non impone alcuna commissione sui progetti.