Il Mercato delle Aste d’Arte nel 2015

Le aste milionarie quindi non bastano più. Dopo aver battuto il Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani a oltre 170 milioni di dollari, Christie’s ha annunciato che le sue vendite di oggetti d’arte sono crollate del 5 per cento. I protagonisti minimizzano, ma tengono ormai sott’occhio il mercato online per gli sviluppi futuri.

Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani

Perché è nel mercato del web che si giocherà la nuova partita.

Dal 2014 Christie’s ha iniziato a lavorare online, mentre Sotheby’s ha firmato un accordo con eBay per ridisegnare la sua strategia.

Il mercato digitale ha registrato un incremento del 19% e oggi ha un giro d’affari di quasi tre miliardi di dollari. Un’indagine della compagnia assicurativa Hiscox ha calcolato che nel 2019 supererà i sei miliardi.

I top-collezionisti lo guardano però con sospetto. Massimo Di Carlo, per anni alla guida dell’Associazione nazionale galleristi d’arte, non crede si possa rinunciare ai luoghi fisici delle contrattazioni: «La visione diretta di un’opera è fondamentale. Si può immaginare un e-commerce per opere meno preziose, ma se superano i 50 mila euro è impossibile».

Ed è questo forse il punto: la democratizzazione del mercato. Continueranno ad esistere pezzi accessibili solo agli emiri arabi (la famiglia reale del Qatar è una grande collezionista d’arte) e si svilupperà parallelamente un mercato per nuovi collezionisti più giovani, magari facilitati dall’accesso via Web. Gente che nel tempio di Christie’s, Sotheby’s o Phillips non entrerebbe senza arrossire.