Intervista a Laura Costato: “In Moldavia per Salvare la Mia Azienda”

Chi si può definire responsabile?

Una classe politica non all’altezza, che si è preoccupata soltanto di alzare le tasse anche in situazioni non emergenziali. E pensare che se la Pmi italiana, avesse avuto nel tempo un’imposizione fiscale simile a quella degli altri Paesi europei, sarebbe al primo posto per capitalizzazione. Invece è una continua rincorsa per coprire un debito; si pagano tasse a ripetizione per servizi che non vengono poi corrisposti. Sembra di venire strozzati.

Quando ha deciso di dire basta?

Quando sono stata costretta a lasciare a casa i miei dipendenti: è l’unica cosa che non mi ha fatto dormire la notte. In una piccola azienda si ragiona come in una famiglia: abbiamo tagliato dappertutto per non toccare il personale, siamo arrivati anche a pagare i dipendenti e a ignorare le tasse. Ma dopo 5 anni di sforzi e con un calo del 50% del fatturato, non abbiamo potuto fare diversamente.

Quindi la Moldavia. Non ha avuto paura?

Certamente. Anche se nella vita ho sempre viaggiato e non sono mai stata per natura legata visceralmente al territorio, è stata molto dura. Prima ho pensato alla Svizzera, poi abbiamo optato per la Moldavia. Avevo molti pregiudizi che ho però rimosso una volta giunta sul posto. Certo, è un Paese povero e con poche infrastrutture, paragonabile all’Italia degli anni Sessanta, ma c’è ancora altruismo e un grande margine di crescita.

L’ostacolo più grande e il tabù da sfatare sulla delocalizzazione…

L’ostacolo è la burocrazia, una montagna che ho scalato grazie all’appoggio di altri imprenditori italiani che investono da anni in Moldavia. Ho conosciuto e aderito a “Impresecheresistono”, un movimento spontaneo e apartitico tramite cui ho conosciuto imprenditori italiani che col proprio know-how mi hanno supportato in tutto il processo di cambiamento: dai piani economici alla logistica fino alle prospettive d’integrazione tra le nostre stesse aziende. Spesso in Italia pensiamo che si possa aprire un’azienda all’estero e continuare a gestire tranquillamente tutto da casa pensando solo a incassare. Invece la presenza dell’imprenditore in loco è fondamentale. Senza non si va da nessuna parte. Io e mio fratello ci stiamo alternando da tempo infatti per gestire il tutto da vicino. Almeno un paio di volte al mese prendiamo il volo Milano-Chisinau: con trenta giorni di anticipo si per un biglietto andata e ritorno si spendono circa 200 euro.