Iraq, Contro Isis Non Basta la Censura Sul Web

Dal 17 giugno il traffico internet nel Paese sarebbe sceso di circa un terzo, e tuttavia le problematiche restano, vista l’incapacità di Baghdad nel controllare le comunicazioni in tutto il territorio nazionale., come accadde invece in Egitto, dove il governo chiuse l’accesso a internet in tutte le regioni durante le principali rivolte.

In Iraq, i fornitori in grado di fornire una linea web competono tra loro e gli inserimenti di aziende turche e iraniane formano un quadro confuso in cui l'Isis riesce, dalla sue fortezze, a comunicare nonostante tutto tramite la rete. Il governo centrale ha dunque intensificato la sua offensiva, con il Ministro delle Comunicazioni che ha chiesto il taglio dei servizi internet in cinque province, tra cui la zona tra le città di Ramadi e Falluja, da tempo sotto il controllo jihadista.

L’ultima direttiva segue la linea tracciata in precedenza, sebbene l'aumento della pressione sui fornitori di servizi internet non pare un’azione utile a bloccare i nuovi attacchi. Isis utilizza i social network per la propaganda, ma i militanti vengono a conoscenza dei piani di battaglia grazie a corrieri umani che recapitano i messaggi direttamente a persone fidate.