La Finanza di Internet: Investimenti o Gioco d’Azzardo?

È quindi comprensibile che le aziende abbiano imparato la lezione e siano più attente ai segnali dei mercati finanziari.
In particolare a dare l'allarme è David Einhorn della Greenlight Capital Inc, che ha notato sostanziali cambiamenti collegati ad una caduta del Nasdaq e dei titoli tecnologici. In un contesto di mercati globali questo fenomeno ha ovviamente contagiato le Borse del mondo intero, e in particolare è stata causa di una perdita di circa l'1,5% in questo primo trimestre 2014 per la società di Einhorn. In generale a trainare la caduta sono state soprattutto le aziende di biotecnologie. Ma nei capitomboli si sono distinti anche grandi nomi di Internet. Rispetto ai massimi raggiunti a marzo, Twitter ha perso il 44%, Amazon è a meno 23%, Facebook arretra del 18%.

Allo stato attuale però non si può ancora parlare di un vero e proprio scoppio della bolla, anche se sicuramente i segnali non sono incoraggianti. I venture capital non raggiungevano livelli così alti dal 2001, aziende senza profitti si espongono alle IPO, miliardi di dollari vengono pagati per le start-up, e si stanno registrando altissimi livelli di margin debt. Le compagnie su cui si sta investendo inoltre sono scarsamente capitalizzate, di piccole dimensioni, molto esposte in un settore fortemente sovrastimato. Un aspetto critico è anche lo scarso rispetto che si sta avendo dei criteri di valutazione tradizionali (ad esempio il Price earning ratio) in favore dell'entusiasmo riguardante il progresso tecnologico.