La Nostra Vita On-Demand

Il fenomeno on-demand, però, non affonda le sue radici nel mondo televisivo. Questo progressivo processo di allontanamento dall'ormai tramontato concetto di “palinsesto” viene dal mondo del web, al cui interno un'infinità di contenuti è disponibile in qualsiasi momento. Basti pensare a quanto l'attuale concezione di intrattenimento sia debitrice dello streaming di film online, della libera condivisione di video sui social network e, soprattutto, del colosso YouTube, immenso contenitore di ogni tipo di video: sulla piattaforma vengono caricate 100 ore di video al minuto, ogni giorno. Chiunque abbia un minimo di confidenza con internet, sa che, al suo interno, si possono trovare contenuti di ogni tipo: dal cinema allo sport, dalla musica alla cultura e, ovviamente, alla pubblicità.

Esatto, la pubblicità. Perché, oltre a rendere accessibile qualsiasi prodotto video in ogni momento, l'on-demand ha, come secondo effetto, quello di far sì che l'utente possa finalmente a “liberarsi” dai tanto fastidiosi spot pubblicitari, soprattutto quando si cerca di seguire un bel film o, ad esempio, una partita di calcio. Questo è un elemento che ha fatto riflettere i produttori pubblicitari, che si stanno adeguando tramite l'inserimento di spot direttamente all'interno del contenuto che l'utente sta guardando, attraverso le parole di chi conduce o commenta, oppure con suoni ed immagini in sovrimpressione.

Parlare di on-demand significa inevitabilmente parlare di tecnologia, economia e marketing. Ma non solo. Questo fenomeno, infatti, è difficilmente separabile da un contesto più ampio, ovvero il paradigma culturale dominante in questi anni. Una vita sempre più frenetica e l'intenzione di non lasciare fuori niente nelle 24 ore a disposizione: ecco i due punti di partenza per l'esplosione di un'offerta come quella dell'intrattenimento on-demand.