“L’Europa Mette I Tacchi”: Con ESA 2010 Droga e Prostituzione Inserite nel Pil

Di tutte le modifiche introdotte, ve n’è una che “ha una rilevanza maggiore” spiega l’Isituto Nazionale di statistica, “in quanto riguarda l’inserimento nei conti delle attività illegali, in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico". Nondimeno l’Istat esprime anche le proprie perplessità a riguardo. "La misurazione di tali attività è molto difficile, per l’ovvia ragione che esse si sottraggono a qualsiasi forma di rilevazione, e lo stesso concetto di attività illegale può presentarsi a diverse interpretazioni”.

Al fine di ridurre l’incertezza relativa alla misurazione e per garantire la comparabilità tra le stime prodotte dagli Stati membri dell’Unione, Eurostat ha fornito una metodologia ben definita. “Le attività illegali di cui tutti i paesi inseriranno una stima ne conti (e quindi nel Pil) sono: traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando (di sigarette o alcol).

Molti uffici studi, tuttavia, riducono l'entusiasmo sull’effetto dell’inserimento di droga e prostituzione nel Pil come previsto dalla nuova metodologia Esa 2010: Un vero risultato si potrebbe paradossalmente ottenere solo se questi ‘servizi’ fossero liberalizzati. Solo così i minori costi e le maggiori entrate fiscali potrebbero essere conteggiati realmente all’interno del prodotto. Mentre la nuova metodologia, oltre alle difficoltà associate alla stima del fenomeno, si limiterà a fotografare attività che sono già in corso e non impattano sulla crescita effettiva di un Paese. L’effetto totale sarebbe quindi “di livello” e non “di crescita”.

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