“Line”: dal Giappone la Nuova App a Ideogrammi 2.0

Forse non è un caso che l’azienda sia proprio di Tokyo: la cultura giapponese in realtà ha sempre usato una comunicazione per immagini grazie agli ideogrammi, e ha da sempre una forte propensione all’evoluzione e all’adozione di novità. Per dirla con le parole di Takeshi Idewaza, il chief operating officer: “Line non è altro che messaggistica evoluta”. La caratteristica degli stickers inoltre è quella di essere fortemente addicting: Akira Morikawa, chief executive, viene addirittura fermato per strada da persone che gli suggeriscono nuove idee.

Il business si è rivelato molto solido: negli ultimi dodici mesi Line ha guadagnato circa 60 miliardi di yen (590 milioni di dollari) grazie a sticker, giochi e pubblicità. Insomma si è piazzata, in classifica, appena sotto i 665 milioni di dollari guadagnati da Twitter l’anno passato. Una caratteristica interessante di questa azienda è la forte visione alla globalizzazione intesa però come sviluppo localizzato per singoli paesi.

Gli sticker, infatti, non si fermano alle buffe immagini global dell'orso Brown e del coniglio Cony, del lunatico Moon e della vanitosa James, ma vengono sempre più “localizzati” per le nazioni in cui l’app è presente. Oltre a raffigurare le star dello spettacolo e dello sport (in Spagna per esempio c’è stata una collaborazione con Barcellona, Real Madrid e Rafa Nadal) non trascurano eventi religiosi o sociali: in Corea del Sud dove vige la leva obbligatoria vanno a ruba gli adesivi virtuali con situazioni militari.