Ecco Come l’Iphone ha Conquistato il Giappone

L'iPhone 3G non riesce a caricare siti per mobile in C-HTML, non ha un'app dedicata alla chat fra dispositivi, inutile considerando che i giovani orientali utilizzano le email per comunicare, una fotocamera che non scansiona QR code (in Giappone massicciamente utilizzati) e, aspetto fondamentale, non ha le emoji.

Ideate dall'operatore telefonico NTT Docomo sul finire degli anni '90, le faccine vengono subito dopo introdotte su devices forniti da altre aziende, KDDI e SoftBank le prime. In pochi anni, le emoji conquistano i nipponici.

Sfortunatamente Apple non ha programmato o messo in vendita alcuna app in grado di supportare o sostituire le emoticon. Il problema viene risolto nei mesi successi al lancio, nel novembre del 2008, con un aggiornamento di iOS.

emoji
Jobs utilizza questa moda giapponese e la rende parte integrante della tastiera di iPhone: mentre per dispositivi Android o Windows bisogna installare un'estensione per poter utilizzare le faccine, Apple le ha già programmate nel software.

La svolta è però avvenuta nel 2009: la compagnia americana stringe un accordo con SoftBank, azienda emergente di telefonia fissa e mobile del Giappone, e lancia una campagna chiamata "Iphone for everybody".