Marx Reloaded: “Il Capitale nel Ventunesimo Secolo” di Thomas Piketty

Il preoccupante quadro d’analisi offertoci da Picketty, a discussione della natura intrinseca della nostra economia mondiale, non solo prospetta un ritorno ad un’economia di mercato di stampo ottocentesco in cui “la ricchezza non si crea, bensì la si eredita”, ma stravolge le oramai tradizionali nozioni riguardo le dinamiche della disuguaglianza nel tempo stilate da Simon Kuznets.

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L’economista americano, anche lui Nobel per l’economia nel 1971, avendo osservato che la quota di reddito annuale prodotto dal 10% della popolazione più ricca degli Stati Uniti era diminuita dal 40-45% del 1913 al 30-35 % del 1948, aveva affermato che la disuguaglianza tende a ridursi naturalmente nelle avanzate fasi di sviluppo di un’economia, indipendentemente dalle politiche economiche adottate.

Contrariamente Piketty sostiene, convinto del potere interpretativo del proprio metodo di ricerca (una combinazione tra  l’analisi quantitativa e quella storica), che la fase discendente della curva di Kuznets fosse da imputare piuttosto all’avvento del Secondo conflitto armato mondiale.