Novità tra i Banchi di Scuola: chi è Pronto per l’E-book?

Una domanda sorge spontanea: non è che avere a disposizione queste immense biblioteche disorienterebbe gli studenti? Ad essere in gioco è infatti la percezione stessa dell’apprendimento. Verrebbero relegati al supporto digitale infatti tutti quei concetti che non solo servono a sostenere interrogazioni e compiti in classe, ma che sono essenziali per la creazione un background culturale che accompagna per tutta la vita il bambino, il ragazzo e infine l’uomo. La sovrabbondanza di materiale a cui verrebbero sottoposti i ragazzi rappresenta dunque un’arma a doppio taglio: da un lato offre infinite possibilità di apprendimento e approfondimento, mentre dall’altro, rendendo tutto disponibile in pochi clic, rende il lettore pericolosamente passivo davanti ai testi e alle stesse ricerche. Un libro si prende, si sfoglia, si sottolinea con matite, pastelli ed evidenziatori, si può riempire di post-it e appunti, può essere prestato, dedicato e regalato. Un e-book invece è un elemento tanto funzionale quanto sterile, poiché non offre possibilità di interazione e personalizzazione del testo: puoi vedere ciò che c’è scritto, con alcuni supporti anche prendere note, ma non vedrai mai le sue pagine gonfiarsi e sciuparsi a causa dello studio.

Un altro fondamentale dettaglio che rende così differenti i libri cartacei dagli e-reader è sicuramente il costo: se dei testi fisici si pagano carta, stampa e distribuzione, per i testi informatizzati l’unico costo fisso è il supporto di lettura, mentre il prezzo del materiale vero e proprio è totalmente imputabile al valore dei contenuti. L’Istat ci rivela che in media la spesa di una famiglia per la carta stampata ammonta a 230 euro, di cui 149,70 euro solo i testi scolastici. Di contraltare il costo dei supporti di lettura informatica è estremamente variabile e dipende da caratteristiche tecniche: si va dai 9, 90 euro dell’incredibilmente semplice e-reader Beagle, di TXTR, agli 869 euro del più sottile e potente iPad.