Olimpiadi a Sochi: l’Ombra del Terrorismo

La causa primaria di tutti questi controlli ha un nome: Doku "Dokka" Khamatovich Umarov, capo degli integralisti ribelli dell’Emirato del Caucaso che ha l’obiettivo di boicottare i Giochi. Storicamente, quella zona non riesce ad essere controllata dal governo centrale, ed è anzi al centro di un’eterna lotta per l’indipendenza dalla Federazione russa. Una zona senza futuro, governata da poliziotti corrotti e terroristi.

Il 21 ottobre 2013, si è probabilmente aperta un’inquietante campagna terroristica alla vigilia delle Olimpiadi di Solchi. Naida Asiyalova, giovane kamikaze daghestana, si è fatta esplodere su un autobus di linea a Volgograd, provocando 6 vittime e una trentina di feriti. Con Naida torna l’incubo delle “fidanzate di Allah”, o “vedove nere”, che negli ultimi anni sono state protagoniste di orribili attentati terroristici: donne senza alcuna protezione maschile che per amore, debolezza, paura o vendetta, si trasformano in strumenti di terrore.