Per Procter & Gamble il Nuovo Mantra Sarà la Scrematura di Prodotti

Non è ancora nota l’identità dei marchi sottoposti a scrematura.  L’unica certezza è il carattere imminente e ineluttabile della stessa. Nel corso di una conferenza con investitori e analisti, lo stesso Lafley ha voluto sottolineare come il ricorso a questa strategia di razionalizzazione produttiva sia stato pianificato con colpevole ritardo. Il tempo delle attese e dei tentennamenti è dunque terminato.

Procter & Gamble ha già attivato, del resto, un programma di riduzione dei costi. L’effetto sortito è l’accelerazione data sul fronte reddituale al quarto trimestre fiscale dell’esercizio 2013-2014. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’utile netto è salito del 37%, toccando una quota prossima ai 2,6 miliardi di dollari. Il fatturato netto è sceso invece di un punto percentuale, attestandosi a 20,16 miliardi di dollari.

La valutazione da fare circa le scelte strategiche adottate dal colosso con sede a Cincinnati non possono prescindere dai settori d’attività coperti. P&G concentra la sua attività in un settore - quello dei beni di largo consumo - orientato ai volumi.  In un simile spazio,  pochi sono i modi per costruire un vantaggio competitivo sostenibile, dato che la differenziazione di prodotto è bassa.