Ecco Perchè il tuo Amico all’Estero Avrà Sempre più Opportunità di Te

In Italia, purtroppo, il lavoro è ancora visto come un qualcosa di completamente slegato dall'esperienza accademica, un qualcosa di cui preoccuparsi solo dopo la laurea. Una situazione complicata in cui concorrono la pigrizia dello studente e il deficit di concretezza e pragmatismo del sistema universitario italiano, ancorato a un metodo di insegnamento classico e stantio, incapace di dar vita a un dialogo fitto e proficuo tra gli studenti e il mondo del lavoro. Nel percorso dello studente di giurisprudenza, tanto per fare un esempio, ben poche persone sanno dell’esistenza di carriere redditizie nei grandi studi legali internazionali e sulla necessità di inoltrare domanda mentre ancora si sta studiando: tutti infatti attendono la fine degli studi per pensare a come spendere le proprie competenze.

L’esperienza dell’internship è inoltre già obbligatoria da molti curricula accademici, come per esempio all’Esade a Barcellona e nelle università inglesi e tedesche. La stessa Bocconi di Milano prevede uno stage curriculare per le lauree specialistiche mentre più spesso nelle università italiane questo è previsto nel piano di studi come attività facoltativa, facilmente sostituibile con un esame. Ciò finora non ha fatto altro che disincentivare l'impegno dello studente, data la difficoltà di organizzare uno stage durante l'anno senza ricorrere necessariamente alla pausa estiva e per l'opportunità sempre consentita, ma solo in Italia, di rifiutare gli esami. Se a questo aggiungiamo che, al contrario di quanto accade per i nostri colleghi stranieri, molte opportunità di stage in Italia non prevedono una retribuzione, è piuttosto semplice intuire come la situazione non sia delle più rosee.