Perché Studiare in Finlandia?

Qualità nella ricerca e nell’educazione

La didattica è basata sulla discussione, sul lavorare insieme, e grande risalto si dà alla ricerca e allo sviluppo. Ogni università ha accordi di cooperazione con le aziende locali. Gli studenti sono incoraggiati a pensar in prima persona e a domandare: ogni studente si disegna un piano di studi personale perché per loro "imparare è lo scopo dello studiare". Il sistema didattico preferito è il "problem-based learning", usato da anni nei politecnici e nelle università.  Controlli qualità independenti sono condotti dal FINHEEC, The Finnish Higher Education Evaluation Council. In Finlandia tutti gli studenti possono usare le biblioteche istituzionali con una carta free. Anche internet è gratuito, i laboratori sono ben equipaggiati, ci sono piattaforme di eLearning.

Rischi

Giocare tutta la didattica sul modello del problem solving è un grande rischio e Giorgio Israel lo ha sottolineato in un articolo molto interessante sul suo blog: “da più parti è stato severamente osservato che le varie riforme introdotte in Finlandia hanno finito col generare un ‘oggetto didattico’ che con la matematica propriamente detta ha in comune soltanto il nome e che serve a superare bene i test OCSE-PISA ma ha avuto effetti disastrosi sulla cultura matematica diffusa, oltre che su un declino accertato della conoscenza superiore nelle università e nei politecnici” L’insegnamento della matematica in Finlandia ha conosciuto varie riforme, come la “New mathematics” dal 1970 al 1980, la “Back-to-Basics” (1980-1985), “Problem solving” (1985-1990), e la “Everyday mathematics” (1990-95), una matematica improntata sui problemi quotidiani. Una spinta spasmodica, quindi, verso il risultato, che però ha eliminato completamente l'astrazione e la concettualità.

Photo credit: sbamueller / Foter / CC BY-SA