Piccoli Investitori non Crescono

Piccoli investitori crescono? Nel caso italiano, la risposta a questa domanda non può che essere un secco "no". E, se da una parte è vero che le famiglie non investono, è anche vero che l’importanza della cultura finanziaria nel nostro Paese non è mai stata trattata come tema principale. di discussione. Tale aspetto viene anzi spesso e volentieri ignorato in un mondo in cui, in realtà, non potremmo più permettercelo.

Il Consorzio Patti Chiari, in collaborazione con The European House-Ambrosetti, ha pubblicato nel 2008 uno studio sul livello di cultura finanziaria degli italiani, compiuto su un campione di 1000 famiglie rappresentativo della popolazione. I risultati emersi non portano buone notizie. Solo 3,5 su 10  è il punteggio che viene attribuito nello studio al livello medio di cultura finanziaria nel nostro Paese. La metà degli italiani non conosce la differenza tra azioni e titoli di stato, né tra i differenti gradi di rischio ad essi associati. Più di 1 italiano di 2 non saprebbe spiegare cosa accade in seguito all’aumento del tasso di sconto e ben il 60% non conosce le conseguenze reali legate all’aumento dell’inflazione.

Ma l’investimento, si sa, non è cosa per tutti. Qualcuno dice che ci vuole “fiuto”, un po’ come per gli affari. In realtà, tanto per cominciare, è buona prassi tenersi aggiornati sui principali avvenimenti economici e finanziari non solo nazionali, ma anche internazionali. Purtroppo, anche sotto questo punto di vista, dovremmo recitare in coro un vigoroso mea culpa. Addirittura 7 italiani su 10, infatti, ammettono di non seguire con costanza i principali avvenimenti economici. È possibile però che questo aspetto sia collegato ad una eccessiva difficoltà dei mezzi di comunicazione in ambito finanziario, i quali potrebbero non essere in grado di garantire la comprensibilità all’individuo medio. Ultimo punto, ma non per questo meno allarmante: il 70% degli italiani pensa di non poter essere in grado di gestire autonomamente i propri risparmi.