Ritorno al Futuro: la Banca del Tempo

In estrema sintesi, le Banche del Tempo sono luoghi (fisici) di incontro tra domanda e offerta di prestazioni diverse, dove gli scambi reciproci avvengono senza l’impiego di denaro, bensì attraverso l’unità di misura “tempo”. Si tratta di realtà che operano quasi esclusivamente sul territorio loro circostante, a stretto contatto con le comunità locali, favorendo il soddisfacimento di bisogni non solo materiali, ma anche relazionali. Le Banche del Tempo sono per lo più associazioni di promozione sociale, nate dal basso della società civile, attraverso l’aggregazione di privati cittadini con bisogni ed interessi diversi, ma nel perseguimento del medesimo fine, favorendo così la promozione e la partecipazione della comunità locale allo svolgimento di buone pratiche di vicinato, strutturando sistemi di scambi di prestazioni basati sull’unità di misura "tempo".

Lo scambio reciproco di tempo si concretizza nell’offerta e nella domanda di prestazioni, al fine di soddisfare, oltre ai bisogni materiali, anche quelli relazionali, promuovendo l’incontro e il confronto tra vicini e l’instaurazione di nuovi rapporti duraturi. Concretamente si tratta di banche, intese come luogo e mezzo attraverso cui organizzare scambi e transazioni, all’interno delle quali circola tempo al posto del denaro. I cittadini hanno qui la possibilità di aprire un vero e proprio conto corrente, nel quale vengono registrate le ore accumulate erogando servizi in favore di terzi e le ore “spese” usufruendo di prestazioni offerte da altri. Queste ultime possono consistere in attività di svariato genere. Ad esempio, tra i soci si possono scambiare lezioni o ripetizioni di inglese, informatica, cucito, cucina, oppure riparazioni sartoriali o domestiche, assistenza ai bambini e agli anziani, passaggi in auto. Gli attori centrali del sistema della Bdt sono i soci-correntisti: per lo più persone fisiche, ma anche associazioni e istituzioni presenti sul territorio. Sulla base dell’ultimo dato disponibile, l'indagine conoscitiva svolta dalla Provincia di Torino nel 2010, il numero complessivo delle Bdt sul territorio nazionale era 391, con 107 realtà consolidate in Piemonte e 99 in Lombardia.