Se l’Apprendista Torna in Azienda

Essenziale per l’attivazione del contratto il Piano Formativo. Il decreto rimandava alle parti sociali la disciplina relativa alla formazione dell’apprendista mediante accordi nazionali. In quasi tutti i settori, la formazione è stata disciplinata in tempo, ovvero all’entrata in vigore della riforma, ma tale disciplina entrava in contrasto con le leggi regionali, considerato che la formazione professionale è materia di competenza regionale. E da qui un nuovo stop alla ripartenza dell’apprendistato: nell’incertezza normativa, le aziende hanno preferito non servirsi di questo strumento.

A sanare la situazione è intervenuto il Decreto Legge 76/2003, il cosiddetto "decreto del fare", che ha demandato alla Conferenza Stato-Regioni l'adozione, entro il 30 settembre 2013, delle linee guida volte a disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, le quali potranno prevedere anche una disciplina derogatoria in merito a taluni aspetti della formazione individuati dal decreto. Il provvedimento che è stato varato e che attende comunque l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni, semplifica non solo la durata della formazione esterna ma anche i suoi contenuti e le modalità di realizzazione.

Non si capiva perché la formazione “on the Job” non potesse essere svolta dal datore di lavoro. Sembrava che l’apprendista, per poter essere definito tale, dovesse avere più che una formazione pratica, un bagaglio nozionistico. Il DL 76/2013 ha provato a rendere snella tale disciplina, prevedendo l’emanazione delle linee guida, che sono arrivate, e, per fortuna, con un ritardo molto leggero. Giusto in tempo per non creare ulteriore confusione alle aziende.