Selezione Naturale & Paradigmi Economici Alternativi: Uno Sguardo alla Buddhist Economics

Ernst Friedrich "Fritz" Schumacher studiò economia alla Columbia University e a Oxford, dove gli fu assicurato un posto come "protetto" di John Maynard Keynes, e per diversi anni ricoprì la carica di Chief Economic Adviser al Britain's National Coal Board. Nel 1955 Schumacher fu inviato in Birmania per lavorare come consulente economico, dove ebbe l'occasione di avvicinarsi alle tecniche di meditazione orientali, trascorrendo varie settimane in un tempio Buddista - un'esperienza che, a detta sua, gli donò una maggiore chiarezza mentale.

Ed è proprio in Birmania che Schumacher scrisse "Economics in a Buddhist Country", un saggio critico in cui sosteneva che l'economia non fosse una materia indipendente - "che si regge sulle proprie gambe" -  ma "derivi da una visione del significato e dello scopo della vita - che un'economista lo conosca oppure no."

Con questo scritto l'economista definì i due principi fondamentali di tale approccio: l'ideale è la sufficienza, non l'eccesso - "il progresso economico è buono solo fino al 'punto di sufficienza', oltre il quale diventa distruttivo, antieconomico"; e la distinzione tra risorse rinnovabili e non rinnovabili - un principio che potrebbe non sembrare così originale oggi, ma che nel 1955 venne considerato una vera e propria eresia economica. Tornato di nuovo in Inghiterra, Schumacher scrive il saggio "Buddhist Economics" pubblicato nel 1966, e successivamente incluso all'interno di "Small Is Beautiful: Economics As If People Mattered" nel 1973 - testo di riferimento della Buddhist Economics che si apre proprio con una critica rivolta ai colleghi economisti.

Secondo Schumacher "gli economisti stessi, come la maggior parte degli specialisti, soffrono normalmente di una sorta di cecità metafisica, supponendo che la loro sia una scienza di verità assolute ed immutabili, senza alcun presupposto. Alcuni si spingono fino ad affermare che le leggi economiche sono indipendenti da ogni questione metafisica o di valore come le leggi gravitazionali."

Molte sono le differenze tra la scuola neoclassica e quella buddista che emergono dal testo di Schumacher - e che troveranno trattazione nei prossimi articoli dedicati all'argomento. Intanto, mentre la maggior parte degli economisti ortodossi avranno di che scuotere il capo, la prestigiosa UC Berkeley ha recentemente deciso di inserire nel curriculum accademico un seminario trattante la Buddist Economics. Il resto lo farà la selezione naturale.

(FINE PARTE I - CONTINUA)