Siria: Se Decide Tutto un Missile

Missile antiaereo potentissimo, con radar in grado di inseguire più di cento bersagli, possiede una gittata di oltre 120Km, che si aggiunge alla versatilità di attacco: che sia una Stout o una Gravely nel Mediterraneo, o un bombardiere B-2 o B-52 nei cieli siriani, fa poca differenza data l'alta percentuale di bersaglio abbattuto degli S-300. Il concetto di imprevedibilità è ciò su cui hanno lavorato a inizio anni '70 i sovietici, anticipando, di fatto, il carattere moderno di guerra su ogni fronte, senza bersagli fissi e soprattutto con il minimo impiego di tempo possibile.

L'Antej Corporation, società costruttrice, al soldo della difesa dell'ex URSS, ha progettato questo missile in maniera particolare, tanto da risultare fin dalle origini uno dei fiori all'occhiello dell'intero arsenale russo: l'S-300 di ultima generazione è stato progettato con un sistema duplice, incorporando due missili che differiscono per dimensione, portata e finalità. Il più piccolo dei due, il Gladiator, è specificatamente un missile antiaereo, vola a 1,7 chilometri al secondo e può distruggere velivoli fino a 75 chilometri di distanza che si trovano a quote tra i 25 e i 25000 metri. Insomma, un public enemy a tutti gli effetti.