SmartWeed, Copenaghen e i Muffin all’Hashish di Christiania

Copenaghen è quanto di più strano possa stare sopra la fredda e bigotta Germania. La bellezza dell’antico porto di Nyhavn, le facciate colorate delle case, i velieri maestosi che galleggiano sull’acqua, la statua della sirenetta, i fiumi di biciclette che ti travolgono per le strade e Christiania. Sì, avete capito bene: Christiania. E’ lì che si trova. A Copenaghen.

Christiania
Io davanti a uno dei due ingressi di Christiania

Nota ai più come Città Libera di Christianshavn, è una comunità indipendente, o parzialmente autogovernata, della capitale danese. Si trova nel distretto omonimo ed è raggiungibile dal resto della città mediante soli due accessi. Per chi non lo sapesse, Christiania è stata fondata nel 1971 da un gruppo di hippie, che approfittò della dismissione dell’area navale alle porte del centro per costituire quella che allora venne chiamata Fristad (Città Libera). L’obiettivo dichiarato dagli occupanti era quello di rendere gli edifici militari abbandonati un autentico villaggio, in cui, tra le altre cose, poter legalizzare le droghe leggere.

All’interno delle mura della comune operano più di 50 collettivi, organizzati nell’esercizio di attività artigianali, culturali e teatrali. La città, inoltre, dispone di un asilo, di una panetteria, di un centro benessere, di una fabbrica di biciclette, di una tipografia, di una radio locale, cinema, bar, ristorante e luoghi ricreativi. Nulla da invidiare alle province italiane. A rendere speciale Christiania, però, è la sua via principale, Pusher Street, dove decine di chioschetti vendono hashish in tutte le sue forme. Una libertà che alla comunità ha imposto l’osservanza di regole ferree: non sono infatti tollerate droghe pesanti, non è concesso fare fotografie, portare sostanze al di fuori della città e…correre. Una prerogativa, quest’ultima, che non ha però inchiodato la città a un perenne immobilismo. Nel maggio del 2011, dopo diversi tentativi di sgombero da parte delle autorità, i membri della comunità hanno comprato il territorio al comune di Copenaghen, diventando di fatto proprietari e disponendo di una maggiore libertà esecutiva.