SmartWeed, San Sebastian e lo Spacciatore di Marina di Massa

Bene, adesso che, per dirla alla Woody Allen, “il trauma è bello che superato”, passiamo alle dovute spiegazioni. Mi piace ribadirlo: non sono un consumatore abituale di droghe (e anche se lo fossi non ve lo direi, c’è mia nonna che legge). Capita però che, di tanto in tanto, principalmente in viaggio, lo svago e il relax prendano il sopravvento e con amici si finisca con l’acquistare qualche decina di euro di marijuana. Starete pensando che se sono arrivato a scrivere un secondo episodio di Smartweed probabilmente a me capita un po’ troppo spesso. Come darvi torto. Ma d’altronde si sa: anche Barack Obama si faceva le canne.

Ma torniamo alla fotografia. Precorritrice dei selfie, ritrae me a pochi giorni di distanza dal mio 24esimo compleanno in un negozio di San Sebastian. Variabili che necessitano quantomeno di un breve excursus esplicativo.

Come ogni estate, il panico su dove passare le vacanze è direttamente proporzionale all’aumento della temperatura e quindi la maggior parte dei ragazzi della mia età decide di valutare la meta in base a parametri ben precisi e mirati, probabilmente scelti a seguito di un focus group a margine di un importante esame di geopolitica nella sala di ricevimento di qualche docente universitario pluridecorato. Statisticamente il podio di queste variabili è composto, in ordine sparso, da gnocca, divertimento e location.

Bene, è proprio prendendo in esame singolarmente questi 3 must che quell’anno io e altri tre amici abbiamo deciso di andare a San Sebastian, nel nord della Spagna.

La partenza, per facilitare le cose e allungare il tragitto, viene fissata a Marina di Massa. Qui, dove uno dei componenti del gruppo ha la casa, trascorriamo le 24 ore che precedono il via di un viaggio che la guida Michelin stima di 11 ore e 33 minuti, per un totale di 1200 km. Le condizioni di partenza sono sintomo di un disagio elevato a potenza.

Auto San Sebastian