Social Impact Bond: la Finanza Incontra l’Impresa Sociale

Una possibile alternativa alla modifica di legge giunge dall’innovazione finanziaria e risponde al nome di Social Impact Bond. Damiano De Felice e Stefano Gurciullo , membri del Global Shapers Rome Hub, propongono i SIB in un paper dal titolo: “I Bond ad Impatto sociale una proposta per l’Italia”. Tali strumenti si pongono come possibile soluzione ad alcuni gravi problemi sociali come, ad esempio, la recidività degli ex detenuti, i senzatetto o, ancora, i giovani a rischio di affidamento.

Si indirizzano ad attori pubblici, privati ed enti no profit e l’obiettivo perseguito è quello di ridurre i costi dello stato sociale attraverso il finanziamento di programmi di natura preventiva aventi ad oggetto, ad esempio, il reinserimento nella società degli ex carcerati. La remunerazione del capitale per gli investitori privati è vincolata al successo di tali programmi di prevenzione e viene calcolato sulla base del risparmio che esso comporta nel lungo periodo alla casse dello Stato. Il rischio, in caso di mancato successo, ricade sulle spalle dell’investitore privato. L’orizzonte temporale su cui si sviluppano varia su un arco compreso tra i 5 e i 10 anni e il tasso di ritorno sull’investimento è legato alla performance.

È un gioco win-win in cui vincono tutti: le organizzazioni non profit che possono contare su una fonte di finanziamento stabile, gli investitori privati che riescono così a diversificare il rischio dei loro portafogli, il bilancio statale grazie ad un migliore utilizzo delle risorse pubbliche finalizzato ad eliminare gli sprechi e i cittadini che godono in tal modo di un aumento dei servizi sociali.

Sono però doverose alcune precisazioni. Innanzitutto i progetti finanziati devono avere 3 caratteristiche fondamentali: alta probabilità di successo; risparmio effettivo per la casse statali e possibilità di crescita e sviluppo grazie al confluire di nuove risorse. Inoltre, nonostante le ottime premesse, anche i Social Impact Bond presentano dei rischi quali la difficoltà di misurazione dell’impatto sociale e la de-responsabilizzazione del settore pubblico, due fattori che non rivestono di certo un’importanza marginale.