Sogno (e Risveglio) Cinese

Subito dopo il maxi intervento Shanghai ha archiviato la miglior seduta dal 2009, con guadagni vicini al 6%. Per fortuna il sistema ha il controllo, verrebbe da dire; eppure la cura palliativa del governo non è servita a placare gli umori degli investitori e la bolla continua a far paura. Gli sforzi di Pechino di inizio luglio rischiano di prolungare oltremisura la correzione di un mercato chiaramente surriscaldato, come riporta Samuel Oakford su ViceNews.

shanghai composite indexLe tappe dell’aumento del Shanghai Composite Index dalla fine del 2014 fino alla situazione dopo le prime misure varate dal governo per arginare lo scoppio della bolla finanziaria. Sono evidenziate le fasi principali della politica monetaria. (Fonte: Bloomberg)

Secondo la maggioranza degli esperti, le cause profonde vanno ricercate nella compravendita di titoli ad altissimo rischio e nella speculazione, ma anche nella campagna politica e mediatica del governo per promuovere il mercato finanziario. L’illusione del denaro facile è stata parte integrante di una politica tesa ad incoraggiare gli investimenti in borsa. Si alimentava la fiducia in una crescita perenne del valore dei titoli e nella solidità di un’economia che manifestava segnali di difficoltà, per legittimare ancora una volta le politiche nazionali. Ben presto però, i prezzi dei titoli hanno iniziato a lievitare e la situazione è sfuggita di mano. La politica dei tassi agevolati ha mostrato tutta la sua inadeguatezza poiché, si dovrebbe sapere, è impossibile controllare dall’alto l’andamento delle azioni.

Un esercito di piccoli investitori commerciali della porta accanto, spinti dal Partito a giocare in borsa con la promessa di sicuri e facili guadagni, ha alimentato più di tutti la schizofrenia dei mercati e più di tutti ha perso denaro. Nel solo mese di maggio sono stati aperti più di 14 milioni di nuovi account per il trading. In Cina 90 milioni di persone giocano in borsa, più del numero degli iscritti al Partito Comunista; a differenza dell’Europa o degli USA, l’80% delle contrattazioni sui mercati azionari è mossa da individui, che puntano al guadagno breve e investono spesso in modo disinformato e avventato. Secondo uno studio della China Southwestern University of Finance and Economics, l’80% dei nuovi investitori ha al massimo un diploma liceale. Ristoratori, sarti, negozianti, che con fatica avevano accumulato qualche risparmio.