Trasferimenti, la ECA ne ha Parlato alla LIUC di Castellenza

METODOLOGIA: SEGMENTAZIONE IN GRUPPI E CLUSTER

Al fine di ottenere una visione più dettagliata dei trend che caratterizzano il mercato dei trasferimenti in Europa, i 54 Paesi UEFA sono stati ulteriormente segmentati in 3 budle (high, medium e low) e i club delle 5 top leoghe in 4 cluster, sulla base del loro piazzamento in classifica durante le stagioni sportive analizzate. I club appartenenti ai Paesi dell’high bundle sono quelli calcisticamente più sviluppati e generano circa l’82% dei ricavi complessivi del calcio Europeo. I Paesi dell’high bundle detengono inoltre il 71% del Prodotto Interno Lordo europeo. Ciò dimostra come vi sia una forte correlazione tra il business calcistico e il resto dell’economia reale. I ricavi aggregati del calcio europeo sono cresciuti considerevolmente dal 2007 a oggi, con un aumento annuale medio del 5,6%. La spesa totale per i trasferimenti è rimasta tuttavia stabile (in media pari a €3bn ogni anno) e la sua incidenza sui ricavi aggregati è diminuita dal 28% (nel 2007) al 22%. Nello stesso periodo, gli stipendi dei giocatori sono aumentati annualmente dell’8,5%, assorbendo larga parte del surplus generato dalla crescita dei ricavi.

REDISTRIBUZIONE DEL DENARO E EQUILIBRIO COMPETITIVO

Lo studio dimostra che l’attuale sistema dei trasferimenti garantisce la redistribuzione del denaro dai club più ricchi a quelli con una disponibilità finanziaria inferiore: nelle due stagioni sportive analizzate i club dei Paesi dell’high bundle hanno ridistribuito 1.054 giocatori nel resto del mondo. Lo stesso trend si è verificato anche considerando i soli trasferimenti realizzati dai club delle 5 top leghe europee, dove i club del primo e del secondo cluster, ossia i club classificati nelle prime dieci posizioni delle rispettive leghe, sono stati esportatori netti verso tutti gli altri club con un flusso netto in uscita di 877 giocatori.

Un simile effetto redistributivo è riscontrabile anche in termini di valore dei trasferimenti: i club appartenenti alle nazioni dell’high bundle hanno ridistribuito $1.028m verso i club del resto del mondo, mentre in ottica 5 top leghe, i club dei cluster 1 e 2 hanno avuto un flusso monetario in uscita di €904m verso gli altri club. Il numero di tifosi può essere considerato il driver che più influenza la capacità dei club di generare fatturato. I club con un’ampia tifoseria sono tendenzialmente in grado di generare maggiori ricavi commerciali e maggiori ricavi da diritti televisivi rispetto ai club con un bacino di tifosi inferiore. Grazie all’effetto redistributivo generato dal mercato dei trasferimenti, i club più ricchi trasferiscono parte di tale fatturato ai club con disponibilità finanziarie inferiori, contribuendo così a preservare l’equilibrio competitivo.Senza il mercato dei trasferimenti, i sopra citati €904m non verrebbero più ridistribuiti dai club dei cluster 1 e 2 ai club più piccoli. L’equilibrio competitivo sarebbe quindi compromesso e il gap tra top player/club ricchi e altri giocatori/club piccoli potrebbe aumentare significativamente, così come i salari dei top player. L’equilibrio competitivo è inoltre dimostrato da numerosi altri elementi tra l’cui l’elevato ricambio di club che negli ultimi 10 anni hanno preso parte alle competizioni UEFA: 578 società differenti in totale per una media di 11 club per Paese.