Turchia: Internet tra Censure e Proteste

3 settimane fa veniva approvata una nuova legge per la censura dei contenuti sul web. In particolare, la legge permetterà all'autorità centralizzata di telecomunicazioni, la Turk Telecom, di bloccare siti e censurare qualsiasi contenuto internet senza una previa sentenza giudiziaria. Inoltre la legge costringerà gli Internet Service Providers a mantenere traccia delle attività degli utenti sul Web per 2 anni e renderle disponibili alle autorità quando richiesto, senza notificare gli utenti. Commentando la nuova legge, il presidente Erdogan ha apertamente criticato l'utilizzo di Internet, chiamando Twitter un "flagello" e condannando i social media come "la peggior minaccia alla società".

In questo senso è da ricordare l'utilizzo intensivo di Facebook e Twitter per esigenze di coordinamento e di informazione durante le proteste di Gezi Park l'estate scorsa a Istanbul. Pochi giorni fa, il 20 febbraio, è stata richiesta una condanna di 3 anni in carcere per 29 persone detenute durante le proteste a Smirne, con l'accusa di incitare alla rivolta via Twitter. Nella richiesta si citava il primo ministro Erdogan come unica vittima.