La fine del contante come evoluzione del sistema economico
Per secoli banconote e monete hanno rappresentato il principale strumento di pagamento. Oggi, tuttavia, la diffusione delle tecnologie digitali rende possibile immaginare un modello diverso, in cui gli scambi economici avvengano quasi esclusivamente attraverso strumenti elettronici. A nostro avviso, l’Eurozona dovrebbe avviare una riflessione concreta su una progressiva eliminazione del denaro contante, non come semplice innovazione tecnologica, ma come riforma strutturale capace di migliorare il funzionamento dell’economia.
L’obiettivo non è limitare la libertà dei cittadini, bensì costruire un sistema più efficiente, più trasparente e più coerente con un’economia ormai sempre più digitale.
Più trasparenza significa meno economia sommersa
Uno dei principali vantaggi dei pagamenti elettronici è la possibilità di ricostruire le transazioni economiche. Il contante, al contrario, rende molto più difficile individuare flussi finanziari irregolari e continua a essere uno degli strumenti maggiormente utilizzati nell’evasione fiscale, nel lavoro sommerso e in numerose attività illecite.
Naturalmente il denaro contante non è di per sé illegale, ma riduce significativamente la tracciabilità delle operazioni. Rendere i pagamenti prevalentemente digitali consentirebbe invece di ampliare la base imponibile, rafforzare il contrasto all’evasione e migliorare l’equità fiscale. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato come la digitalizzazione dei sistemi di pagamento e dell’amministrazione fiscale possa contribuire ad aumentare la capacità di riscossione dei tributi e migliorare la compliance fiscale.
Un’economia più veloce e meno costosa
L’abbandono del contante produrrebbe benefici anche sotto il profilo dell’efficienza economica. Il denaro fisico deve essere stampato, trasportato, custodito, assicurato e distribuito: tutte attività che comportano costi significativi per banche, imprese e amministrazioni pubbliche.
La teoria economica parla inoltre dei cosiddetti shoe-leather costs, ossia dei costi sostenuti da cittadini e imprese per gestire materialmente la liquidità. Ridurre l’utilizzo del contante significa diminuire questi costi di gestione, liberando tempo e risorse che possono essere destinate ad attività produttive.
Pagamenti più rapidi significano inoltre una circolazione della moneta più efficiente. Sebbene la velocità della moneta dipenda da numerosi fattori macroeconomici, ridurre gli attriti nei sistemi di pagamento rende più semplice effettuare scambi economici e favorisce il dinamismo dell’intero sistema.
L’Europa dispone già della tecnologia necessaria
L’idea di una società quasi priva di contante non appartiene più alla fantascienza. La Svezia rappresenta oggi uno degli esempi più avanzati di economia digitale, con una quota molto ridotta di pagamenti effettuati in contanti secondo i dati della banca centrale svedese.
Nell’Eurozona nessun Paese ha ancora intrapreso un percorso analogo fino alle sue estreme conseguenze, ma proprio la presenza di una moneta comune offre un’opportunità unica: una strategia coordinata a livello europeo eviterebbe la frammentazione normativa e consentirebbe di accompagnare la transizione con regole comuni, infrastrutture condivise e standard uniformi.
Il ruolo dell’euro digitale
La progressiva eliminazione del contante dovrebbe procedere parallelamente allo sviluppo dell’euro digitale promosso dalla Banca Centrale Europea.
Una moneta digitale pubblica consentirebbe infatti di mantenere la piena sovranità monetaria all’interno dell’Unione, evitando che il sistema dei pagamenti venga progressivamente dominato da operatori privati o da piattaforme tecnologiche straniere.
L’euro digitale rappresenta quindi molto più di un nuovo strumento di pagamento: costituisce un’infrastruttura strategica che potrebbe rafforzare l’autonomia economica europea, garantendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza, interoperabilità e tutela dei cittadini.
La questione delle criptovalute
La riduzione del contante non può tradursi nella sostituzione della moneta pubblica con strumenti privati scarsamente regolamentati. Se l’obiettivo è aumentare trasparenza e legalità, sarebbe incoerente consentire che parte delle transazioni si sposti verso strumenti caratterizzati da alti livelli di anonimato o da un controllo esterno alle istituzioni europee.
Per questo motivo riteniamo che, nel medio periodo, l’Unione europea dovrebbe limitare in modo molto più rigoroso l’utilizzo delle criptovalute come mezzo di pagamento, favorendo invece l’euro digitale e gli altri strumenti regolamentati denominati in euro.
Una scelta per il futuro dell’Europa
Per l’European Youth Think Tank, la progressiva eliminazione del contante non è una misura ideologica, ma una proposta di politica economica orientata al futuro. Un sistema dei pagamenti interamente digitale renderebbe più semplice combattere l’economia sommersa, ridurre i costi delle transazioni, migliorare l’efficienza degli scambi e rafforzare la sovranità monetaria europea.
Una riforma di questa portata dovrebbe naturalmente essere graduale, accompagnata da adeguate garanzie per la privacy, da solide misure di sicurezza informatica e da strumenti che assicurino l’inclusione delle categorie più fragili. Ma la direzione, a nostro avviso, è ormai chiara: nell’economia del XXI secolo il contante appartiene sempre più al passato, mentre il futuro dei pagamenti dovrà essere digitale, europeo e fondato su una moneta pubblica capace di coniugare innovazione, legalità e autonomia strategica.
Autori:
Luigi Capoani è economista, ricercatore e docente di economia internazionale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha conseguito il PhD in Economia all’Università di Salerno con un percorso in co-tutela internazionale con l’University of Birmingham.
È fondatore e presidente dell’European Youth Think Tank (EYTT), ente no profit e piattaforma indipendente che connette giovani ricercatori europei e promuove progetti interdisciplinari orientati alla pubblicazione scientifica internazionale. All’interno di EYTT coordina attività di ricerca interdisciplinare e sviluppo di progetti scientifici orientati all’innovazione e alla collaborazione internazionale tra giovani studiosi.
Linda Rotondo è analista presso lo European Youth Think Tank (EYTT) e si occupa di sicurezza internazionale, economia politica e questioni strategiche europee. I suoi interessi di ricerca includono geopolitica e governance internazionale, con particolare attenzione alle sfide emergenti per la sicurezza europea e all’impatto delle nuove tecnologie sugli equilibri strategici internazionali.

