Valutare le Università: Luci e Ombre di un Sistema Imperfetto

In seconda battuta, un'altra delle distinzioni comunemente operate nella valutazione dell'attività degli atenei è quella che distingue Ricerca e Didattica. La prima viene affrontata solitamente in termini di qualità della ricerca e numero di ricercatori occupati, mentre la valutazione della didattica si articola e sviluppa su parametri quali il rendimento degli studenti o il livello occupazionale dei neolaureati. Già in quest'ottica però si osserva come finiscano per subentrare nella valutazione complessiva pure elementi esterni all'università stessa che andrebbe invece isolati e ignorati al fine di un'indagine coerente.

Molti parametri dipendono infatti dal contesto socio-economico in cui opera ciascun ateneo, come ad esempio il sopracitato livello di occupazione dei neolaureati, su cui i singoli atenei hanno nessuna o poca capacità di intervento. Se un laureato del Sud-Italia non trova occupazione nel giro di pochi mesi è colpa del corso di laurea frequentato o della scarsa offerta di lavoro presente nel territorio? O ancora non è maggiormente probabile che un giovane diplomato, in una terra da sempre afflitta dalla disoccupazione, pur non essendo pienamente motivato si iscriva comunque all’università per cercare di ottenere un titolo migliore salvo poi abbandonare gli studi solo un anno più tardi?