Viro: la Bufala dello Smartphone dalla Batteria Infinita

Molti avevano già iniziato a sfregarsi le mani al sol pensiero di potersi sbarazzare una volta per tutte dei problemi legati alla durata della batteria. Sarebbe così finita di colpo l’era di alimentatori, caricatori extra, strategie per il risparmio energetico e quant’altro in grado di mantenere operativo il nostro caro smartphone per qualche ora in più. La curiosità di tutti era stata rinviata all’1 ottobre, giorno della presentazione ufficiale di Viro, dove finalmente sarebbero state illustrate e spiegate le mirabolanti capacità del prodotto Revolve. Mentre molti già si preparavano a conoscere il nuovo miracolo tecnologico, il 12 settembre è arrivata la doccia gelata: “Viro è un test universitario”, questa la frase che ha adornato la pagina Facebook di Viro per i pochi minuti che l’hanno separata dall’eliminazione, stessa fine toccata poco dopo al canale Youtube.

Immediata la reazione del web che non ha perso tempo, cercando immediatamente di trovare una spiegazione a quanto appena successo. La versione "ufficiale", ovvero quella dell’esperimento sociale connesso a un test universitario, ha convinto ben poco gli uomini e le donne della rete, più propensi a credere a una semplice bufala creata ad hoc da qualche bontempone, oppure a una sorta di truffa non andata a buon fine.

Resta il fatto che molti avevano creduto d’avvero in Viro e nella sua batteria infinita, un po’ come Decio Cavallo, celebre personaggio italoamericano del film “Totòtruffa 62”, aveva creduto davvero di aver acquistato la Fontana di Trevi da quel mascalzone di Totò. Il problema alla base di entrambi i casi è uno solo: la mancata ricerca di informazioni. Così, come al Signor Cavallo sarebbe bastata la semplice lettura di un libro di storia dell’arte per intuire la portata della truffa, allo stesso modo ai tanti entusiasti del web sarebbe bastata una piccola ricerca per comprendere come una simile tecnologia sia quantomeno improbabile al momento. Attualmente, infatti, le principali ricerche scientifiche mondiali sono concentrate sull’ottimizzazione delle batterie al litio, qualcosa di decisamente arretrato in confronto alla promessa di una carica inesauribile.