Vittorio Sgarbi a Smartweek: “Ecco perchè mi Candido Sindaco di Milano”

Come ha lavorato, a suo giudizio, la Giunta Pisapia?

Meglio di quella di Marino, ma non è stato abbastanza. Lo stesso Renzi ha lodato la Moratti e non lui. E’ stato un sindaco di transizione. Lui mi è simpatico, siamo amici da sempre ed è stato in Parlamento con me. Tuttavia non mi sembra si sia distinto. A un centro punto ne ha preso consapevolezza e ha fatto quelle incredibili dichiarazioni che io ho definito lottesche, ovvero come la pittura di Lorenzo Lotto: personaggi malinconici, intimisti, con un’aria come la sua.

Non crede che la pregressa esperienza come Sindaco di Salemi (terminata con lo scioglimento della giunta per infiltrazione mafiosa e un percorso politico pieno di critiche e provocazioni, ndr) possa pregiudicare la sua candidatura?

Quella a Salemi è stata un’esperienza meravigliosa. In quell’occasione è stato lo Stato ad essere provocatorio, visto che ha sciolto il Comune per Mafia. La Magno, ex prefetto di Trapani, che ha sciolto il Comune di Salemi, è diventata poi Commissario per Roma e ha detto che Roma non andava sciolta. Sciogli Salemi dove non c’è niente e non sciogli Roma? A Salemi c’è stato solo il trauma dell’interruzione, ma l’impresa è stata meravigliosa. Se andaste a vedere la rassegna stampa di quando ero Sindaco io, notereste che in quel periodo non aveva niente da invidiare a Milano.

Tempo fa, ha dichiarato che, per fare bene il Sindaco di Milano bisogna essere “monogami per 5 anni”. Questa dichiarazione non va contro la sua carica di Assessore a Urbino?

Non solo Milano, la mia dichiarazione vale per ogni città. La legge Bassanini, però, consente di fare il sindaco in un luogo e l’assessore in altre città. Poi, francamente, non è neanche detto che io debba continuare a farlo. Sono cose che cambiano nel corso di un anno. E’ una strategia con delle posizioni, poi si vedrà come articolarle.