YouTube Compie 10 Anni: l’Amatoriale Diventa Commerciale

Svolta commerciale ed evoluzione comunicativa

Youtube 3

Chiariamoci: commenti, clip musicali e facoltà di decisione in riguardo a ciò che s’intende guardare permangono ancora adesso. Negli anni sono stati introdotti moltissimi cambiamenti estetici e funzionali: tanto per citarne alcuni, via le stellette e largo ai mi piace, fuori Adobe Flash Player e dentro l’HTML5. Allo stesso tempo, sono state implementate anche le dirette streaming, grazie all’integrazione di Google+. Tuttavia, nonostante gli importanti passi in avanti compiuti ed il notevole miglioramento qualitativo dei video caricati (in alcuni casi, anche on demand), c’è da sottolineare come tanti contenuti, un tempo facilmente reperibili, siano stati rimossi dal database, soprattutto in seguito alle tante diatribe legali inerenti a violazioni di copyright, che senza dubbio hanno fatto perdere quel gusto retrò che spesso si era in grado di assaporare. Ma non è il solo elemento ad essere pian piano scemato: oggi YouTube è principalmente sinonimo di “contenuto sponsorizzato”: i nuovi algoritmi, alla base del funzionamento del sito, danno sempre maggior risalto all’utente pagante piuttosto che al contenuto meritevole. Paghi? Prima Pagina. No money? Accontentati delle tue poche views. Le eccezioni ovviamente non mancano, come nel caso di alcuni viral content o specifici canali che già avevano acquisito un importante seguito di pubblico, ma il trend generale resta quello descritto. Per molti, YouTube rappresenta un’importante fonte di guadagno (ne sa qualcosa Favij, lo youtuber italiano più seguito nel nostro Paese), oltre che un trampolino di lancio per il mondo televisivo (vedasi Frank Matano). Allo stesso tempo, la piattaforma si è tramutata in un vero e proprio ramo comunicativo per molti Brand e case di produzione. In breve: l’amatorialità pura, bizzarra ed inaspettata viene sempre più relegata ad una sottilissima fetta di questa torta 2.0.