Argento: dal “sangue blu” a commodity sottovalutata


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L’argento è un potente antibiotico naturale usato da migliaia di anni, le sue proprietà mediche erano conosciute ai tempi dell’antica Grecia. Vi siete mai chiesti come mai Re, Imperatori e Sultani alle varie corti mangiassero con posate, piatti e bicchieri d’argento?

La motivazione non era dimostrare la loro ricchezza, bensì evitare infezioni. Molto di frequente, piccole quantità di argento colloidale (indica una soluzione di particelle finissime di argento in sospensione in acqua distillata) era mescolata ai cibi. La caratteristica tinta bluastra che il sangue acquisiva, dovuta alle tracce minime dell’argento, ha determinato la definizione di “Sangue Blu”. Con la scoperta degli antibiotici (quelli di laboratorio) gli usi dell’argento come antibiotico sono stati abbandonati, tuttavia è noto da secoli che l’argento elimina i batteri. Le caratteristiche dell’argento sono cosa consolidata in ambito medico, ci sono parecchi studi, mentre adesso, noi ci concentriamo ad analizzare se sia il caso di considerare l’argento come attività alternativa d’investimento, in relazione all’andamento del prezzo dell’oro. Cominciamo dalla domanda e l’offerta. Le prime caratteristiche dell’argento che lo differenzia (dall’Oro) sono l’accessibilità e l’abbondanza. Oltre il 60% della produzione di argento è per uso industriale, il rimanente 40% per la gioielleria e monete. La produzione è concentrata per il 60% in Cile, Argentina, Messico e Perù, mentre la domanda proviene come illustrato nel grafico seguente:

Il covid 19, particolarmente presente nelle zone di produzione, ha determinato uno stop nella estrazione di circa quattro settimane per oltre il 60% delle miniere di argento, tutto ciò, il deficit di produzione rispetto alla domanda, ha un primo effetto nella crescita per prezzo dell’argento. La variazione dall’inizio del 2020 è del 46%, realizzata quasi totalmente negli ultimi mesi, mentre la crescita del prezzo dell’oro è stata del 35%. Storicamente la volatilità del prezzo dell’argento rispetto all’oro è più alta. Forse, ma non solo per questo motivo, gli investitori prediligono investire nell’oro (ETF, monete, banche centrali) per la gestione del loro portafoglio come si può vedere nel grafico:

Il prezzo dell’oro, dunque, è determinato dalla domanda per investimenti, mentre il prezzo dell’argento è trainato dalla domanda per uso industriale e commerciale, considerate che molte delle nuove tecnologie utilizzano l’argento.  Il rapporto tra il prezzo dell’oro e quello dell’argento (in dollari) attualmente è pari a circa 81 (1950$/24$) , in soldoni, ci vogliono 80 oncia di argento per una oncia di oro.  La media storica negli anni di questo rapporto è stata a circa 60, questo significa, delle due l’una, che il prezzo dell’argento dovrà salire oppure il prezzo dell’oro dovrà ridimensionarsi per ritornare al rapporto storico. Starà alle vostre aspettative scommettere in un senso o nell’altro.  Per concludere vi allego un grafico dell’argento, comunque, se non amate il rischio, l’alternativa è concedersi poche gocce di argento colloidale per togliersi qualche batterio. Di questi tempi ne abbiamo bisogno!