Un’altra questione ricorrente erano le azioni violente in terra americana o europea, con la preparazione dei terroristi spesso al centro delle missive. Mimetizzarsi nelle terre del nemico non era sufficiente senza la capacità di preparare in prima persone le armi, anche rudimentali, per colpire. Essere “buoni terroristi” richiede tempo e spesso attaccare i regimi locali, rispetto ad atti in suolo straniero, risulta più semplice. Tuttavia, un’idea nevralgica nel piano del movimento jihadista era proprio questa: orientare la priorità dei fedeli al nemico globale, piuttosto che locale.
Quando un gruppo jihadista in Somalia o in Yemen, o da qualche altra parte, diventa un affiliato ufficiale dovrebbe seguire tale linea di condotta. Comprensibilmente, alcuni gruppi non sono troppo entusiasti dell'idea, preferendo concentrarsi su bersagli più vicini e alla portata. Un altro dato che risalta è la capacità diminuita di far valere un discorso economico per attirare guerrieri, seppure gli sforzi non mancavano.
Bin Laden continuava a discutere i piani di progettazione per elevare il livello delle acque, irrigando meglio le terre. Rifornire le popolazioni con beni di prima necessità, migliorando loro il tenore di vita: una politica umanitaria che fa passare in secondo piano la natura terroristica dell’aiuto. Se alla prestazione di servizi, come accade, si allega una tirannia coranica troppo severa, le abitudini locali permangono sotto la cenere, pronte a scatenarsi in un prossimo futuro, come successo in occasione della Primavera Araba. In ultima analisi, tra le righe ritrovate, si notano anche alcuni tratti bizzarri: Al-Qaida era molto preoccupata del cambiamento climatico e per la difesa dei suoi prodotti grafici o audiovisivi.
Le lettere offrono uno sguardo parziale e limitato all’organizzazione, ritratta in un particolare momento storico. Tante cose sono accadute in pochi mesi e l’ascesa dello Stato islamico ha eclissato l’immagine internazionale di Al-Qaida, mettendola in secondo piano nella corsa al dominio nel gigantesco mare dell’impero jihadista.
